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Storia di Pallare

Le incisioni rupestri ritrovate sulle dorsali in loc. Biestro, e i ritrovamenti di utensili (ascie e manufatti in selce) databili al Neolitico, ci confermano che le vallate di Pallare furono già abitate o interessate da commerci in epoche assai remote, anche se, il primo grosso nucleo abitato della vallata fu probabilmente quello, sorto dopo il 1179, intorno all'Abbazia di Santa Maria di Fornelli, e al suo lazzareto che per oltre tre secoli rappresenterà l’unico centro devozionale per i Pallaresi, mentre sulle costiere di Biestro, diversi nuclei abitati, si svilupparono già in precedenza, essendo in allora le vie di costiera quelle più praticate.

Di Biestro si trovano le prime tracce in documenti del 1111, nell'atto di assegnazione della Chiesa e delle sue terre alla canonica di San Pietro di Ferrania fatto da Bonifacio del Vasto, mentre le tracce documentate di Pallare, sono più tarde e risalgono ad un atto di affitto di terre in "Palero" nel 1325, e poi nell’atto di infeudazione del 1393 dove troviamo "certa iurisdicio poderi et hominum que vocatur Paler" dove abitano 15 uomini, anche se forse il numero è riferito ai soli uomini abili alle armi.

Il mulino donato nel 1206 da Enrico II all’Abbazia di Fornelli si trovava nello Stallo dei Marenchi, ovvero nella zona fra le odierne borgate Mallarini e Malagatti, a ridosso della Bormida, ed è quindi ipotizzabile l’esistenza di un primo nucleo abitato nelle sue vicinanze già da tale data.

Le terre di Pallare e Biestro, allora unite in un'unica giurisdizione, feudo dei Del Carretto e soggette al forte potere economico gli abati delle varie Abbazie, Ferrania prima, Fornelli poi, vennero dal 1386, divise, Pallare toccò ai figli del fu Aleramo, mentre Biestro rimase a far parte dei possessi del Monferrato, quale "villa o quartiere " di Cosseria.

Nel 1519 le terre di Pallare con Bormida e Carcare entrarono a far parte del Marchesato di Finale, mentre quelle di Biestro restarono a far parte del feudo di Millesimo, dominio del Monferrato.

Agli inizi del 1500, i Pallaresi edificarono la loro Chiesa, affrancandosi progressivamente dalla chiesa-madre di S. Maria Fornelli e il 17 aprile 1539 i giuratori di Pallare Superiore, scesero a Finale a far approvare gli Statuti della Comunità.

Nel Alla fine del '500 gli spagnoli acquistarono le terre del Marchesato, dopo anni di guerre che portarono nel 1599 anche una grave epidemia di peste che spopolò la vallata, epidemia ripetutasi drammaticamente nel 1630, a ricordo della quale nel 1631, i 35 Capi famiglia dei due quartieri di Pallare, riuniti per ricostruire la cappella di San Sebastiano, distrutta dai un'alluvione, decisero di titolarla anche a San Rocco, santo molto invocato e potente contro il terribile morbo.

Già a metà ‘500 troviamo traccia della presenza di una segheria nel retano dei tecci e di altre due della famiglia Mallarini ai piedi del bric Tortagneto" che ai primi del ‘600, divergono sull'uso dell'acqua della comune bialera, e anche di una loro fornace nel retano di Bò nella quale i fratelli Vignolo, con Guglielmo e Lelio Mallarini nel 1621 produrranno i mattoni e i coppi utilizzati nella costruzione del Convento delle Scuole Pie di Carcare.

Nel centro del paese un'altra bialera forniva acqua al Molino dei Cheiraschi, mentre nella vallata della Viazza, sotto i confini di Biestro, funzionava un'altro Molino e un martinetto, e accanto a Santa Maria di Fornelli erano attivi una ferriera con martinetto, una serra(segheria) ed un molino.

A Biestro, nel 1663, Don Pompeo del Carretto terminò la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale, e, per poterla inaugurare in onore di Santa Margherita, essendo in ritardo i lavori, venne richiesta e ottenuta la dispensa al Vescovo, di spostare la festività della Santa dal 5 al 20 Luglio.

Nel fondovalle intanto, venne costruita la prima importante via di comunicazione che da Finale attraverso Bormida, scendeva fino a Carcare, era la Strada Berretta, dal nome del progettista, detta anche Via Reale o di Spagna, poichè su di essa transitarono poco dopo l'inaugurazione, nel settembre del 1666, l'Imperatrice diretta a Milano, e il 13 giugno 1702, il futuro Re di Spagna Filippo V.

Dopo il 1713, con la vendita del Marchesato alla Repubblica di Genova, per salvaguardare gli interessi commerciali genovesi, la strada fu abbandonata a sè stessa e alle ripetute periodiche devastazioni delle alluvioni del Bormida (nel 1744, nel 1798, e poi altre nel 1824, 1858 e 1878) che la rendevano, nei mesi invernali, a tratti impraticabile al traffico delle merci con Carcare, che, ancora a fine ottocento, veniva assicurato solo per la via di costiera, quella che saliva dalla cascina Montà verso le quattro strade, Altare e Vispa.

Intorno al 1770, Carl'Antonio Mallarini, sostituì alla vecchia segheria che possedeva, ai piedi del bric. Tortagneto, con una ferriera, con martinetto e pista da tabacco prima grossa "industria" nella vallata, attiva fino a metà ‘800.

Nel 1794 e poi nel 1796 l'arrivo delle truppe francesi, portò nuovi saccheggi, e i soliti soprusi per le popolazioni locali, e poi innovazioni quali l’introduzione del servizio di leva, che, testimonia lo Chabrol, dovette essere imposto con l’uso della forza ai riluttanti giovani Pallaresi, che pur di evitarlo, preferivano darsi alla macchia e al brigantaggio, altra grave piaga del tempo.

Il 1798 i Pallaresi, ratificando la situazione di fatto, stabilirono con atto consigliare la definitiva unione di Pallare Superiore con Pallare Inferiore, e sempre nel 1798, il torrente Viazza, uscì dagli argini portandosi via parte del Cimitero, posto allora davanti alla Parrocchiale, giungendo a minacciare anche la stabilità della Chiesa stessa, che sarà ricostruita solo 10 anni dopo, finiti gli anni della guerriglia, o quelli, come il 1800, della carestia e della morte per fame.

Tra il 1809 e il 1816, sotto la guida dell’arch. Porro di Finale e dell’anziano parroco, Don. Cheirasco, si demolì quasi totalmente la vecchia Chiesa Parrocchiale, ricostruendola in stile tardo barocco, e modificandone anche l’orientamento originario.

Dai primi anni dell’800 iniziò la massiccia emigrazione verso l’estero, che, per oltre un secolo spopolò le nostre terre, e, a fine secolo, ogni famiglia contava almeno un emigrante nelle America.

Nel 1845 persa la lite col Ponzone, per il possesso del bric della Sciorte, i Pallaresi decisero di dirottare sulla chiesetta di San Rocco, l’annuale e antichissima processione in onore di Santa Liberata, fino ad allora svolta verso all’antica chiesa-madre di Fornelli.

Nel 1855 troviamo traccia del colera che decimò un’ intera famiglia alla Montà, e poi di altre epidemie di tifo a fine secolo, e ai primi del ‘900.

Il Paladino riferisce che l’annuale processione dei Pallaresi al Santuario del Deserto iniziò come ex voto a seguito di una grave epidemia di difterite nel 1888, ma, mentre della grave moria non si trova traccia negli atti d’archivio, già dal 1882 è documentata l’esistenza di tale consuetudine, profondamente radicata anche a Biestro, come testimoniato in un atto del 1905 nel quale i biestresi ribadivano agli eredi del fu GioBatta Cabitto, il rispetto del legato, che dal lontano 1865 imponeva loro la distribuzione di una libbra di pane a testa, a chi si recava in pellegrinaggio al Deserto, obbligo fino ad allora sempre osservato.

Nel 1854 viene istituita la Scuola femminile di Pallare e nel 1862 quella di Biestro.

Nel 1866 si restaurò il campanile della parrocchiale di Biestro, ma nel 1872 un grosso olmo, posto cade sul porticato della Chiesa danneggiandolo gravemente e l'ardua ricostruzione, per la cronica mancanza di fondi del Comune durerà ben tre anni.

Al 1880 risalgono i primi progetti e poi i lavori per creare piazza San Marco, e nel 1886 quelli per la costruzione della strada Consortile Carcare- Bormida , che termineranno intorno al 1910 .

Il 29 Marzo 1874 i f.lli Cheirasco cedettero ai Castiglia "l’edificio del Molino per la macinazione di cereali, a due palmenti di forma antica e comune, con seccatoio attiguo, e stalla denominata Pista (deposito sale e tabacchi al tempo della Repubblica)", molino, che a fine secolo fu spostato nella casa accanto, dove tutti lo ricordiamo, e che verrà infine smantellato nel 1973, per far posto all’odierno tabacchino.

L’alluvione del 1900 si portò via il ponte sul Viazza, ricostruito nel 1904, e anche due caseggiati (i casazzi), e poi ancora altre grosse alluvioni nel 1933, nel 1937, nel 1951 prima di quella del 1994, danneggeranno gravemente il fondovalle.

Nel 1905 il Comune di Biestro le cui magre finanze non permettevano di trovare le 1080 lire, necessarie per aggiungere un’altra stanza all’edificio comunale da destinare all’ampliamento della scuola, riuscì comunque, dopo oltre 10 anni di impegni, a terminare la Strada Biestro-Seccate-Osiglia.

Nei primi anni del secolo, i Marchesi Raggi nuovi proprietari della tenuta di Fornelli, vi aprirono la scuola, frequentata per decenni anche da molti Pallaresi.

Nel 1920 a seguito dei disordini fra i contadini, per la riforma agraria, arrivò a Pallare il Commissario Prefettizio che governò il paese fino al 1925, istituendo nel 1921 il consorzio medico con Biestro affidato al dott. Giorello di Altare e concedendo, nel 1923, l’appalto di £. 2.000, alla ditta Bordoni per portare a Pallare la luce elettrica.

Nel 1925 si completò il restauro del campanile e dell’orologio di San Marco, in loc. Cheiraschi (dove oggi sono le Scuole) il signor Oliveri attivò il nuovo peso pubblico, e si iniziarono anche i lavori per il nuovo cimitero terminati nel 1933.

Con decreto del 31.5.1928 l’ex Comune Biestro cessò di esistere e aggregato a Pallare dal 1929, contava allora 530 abitanti, 2 negozi, 2 osterie e un cral, la produzione preminente erano le castagne, poco grano e ortaggi, l’acqua potabile era fornita dai pozzi artificiali e non possedeva nessun cespite patrimoniale, né fitti o censi.

Nel 1929 il servizio di impianto elettrico fu appaltato per 25 anni, e venne anche istituito il primo ufficio del telegrafo.

Al 1931 risalgono i progetti per l’allargamento e costruzione della Strada Biestro-Carcare.

Nel dopoguerra   Don Paolo attivò nell'antico oratorio dei disciplinanti, posto dietro la parrocchiale, il cinema parrocchiale, divenuto poi dal 1956-57 cinema sociale e attivo fino al 1975. Il sig. Siri Aldo imparò ad usare i proiettore a carboni e con altri 9 soci fondarono nel 1956  il cinema sociale, quando la società si sciolse nel 1959 furono  Macciò Alfonso e il figlio Gianfranco che  rilevarono l'impresa continuando l'attività fino al 1975.

Fra il 1949 e il 1950 venne edificata l’odierna sede della società operaia, il cui primo statuto risale al 1903, l'edificio fu  ampliato nel 1959 per aggiungervi una capiente sala da ballo

Fra gli sport, fu "il gioco del Balun" ovvero la pallamano, ad essere molto praticata a Pallare negli anni ’60, e la SPE Pallarese, fondata nel 1958 vinse nel 1959 il titolo di campione italiano di 3° categoria, e ottenne ottimi risultati per tutti gli anni ’60, proseguendo poi come Club 67 l’attività agonistica fino al 1973.

Nel 1960 venne asfaltata piazza San Marco, e iniziata la costruzione delle Scuole Elementari del Capoluogo, terminate nel 1962.

A Biestro nel 1965, l’antico oratorio di San Rocco venne convertito in magazzino e poi nell’attuale negozio di alimentari, e si iniziarono i lavori di allargamento e costruzione dell’attuale strada che da Pallare porta a Biestro.

Nel 1977-1978 si costruì l’attuale Palazzo Comunale, inaugurato poi il 24 giugno 1979, dove hanno trovato sede anche l’Ufficio Postale, fino ad allora in via Contei, l’Ambulatorio, e successivamente anche la Scuola Materna trasferita da via Mario Colombo.- Fra qualche mese sarà anche attivato una sede decentrata del banco Azzoaglio con un comodo bamcomat .

Nel 1980 vennero abbattuti i tre giganteschi Olmi presenti accanto alla Chiesa di Biestro, perché ormai secchi, vi erano stati piantati nel 1666.

Nel maggio del 1985 si inaugurò la nuova Pista di pattinaggio che nel 1991 fu coperta, costruendovi il nuovo Palazzetto dello Sport  e dotando così Pallare di una struttura polivalente unica nella vallata, nel 2000 dopo l’avvenuto scioglimento della soc. di pattinaggio artistico è stato allestito un campo da calcio con fondo in erba sintetica.

Nel 1988 nei locali delle Scuole elementari venne inaugurato il punto di prestito bibliotecario gestito dalla Comunità Montana Alta Val Bormida di Millesimo rinnovato negli arredi nel marzo del 2002

Nell’aprile del 1996 nei locali delle Scuole Elementari è stata inaugurata la sala museale Napoleonica sede di annuali esposizioni tematiche (quelle del 2002 riguardano la storia del corpo degli Alpini e quella del cinema sociale - visitate nella giornata del 25. 4 da oltre 600 visitatori)

   

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