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Aldo Capasso
Famoso poeta e critico letterario. Nasce a Venezia il 13 agosto 1909 da Lina Saroldi e Alberto
Capasso. Perde il padre all'età di tre anni e si trasferisce con la madre al Altare. A 22 anni si laurea in Lettere
all'Università di Genova con una tesi su M. Proust che viene premiata come migliore di tutte le facoltà. In giovane età
vince il concorso della "Fiera letteraria" di Roma. E l'ideatore e il fondatore del movimento letterario "Realismo
Lirico". La poesia, a suo parere, rispecchia il vivere quotidiano dell'uomo nei suoi rapporti con gli altri e con il
mondo reale.
Si sposa con la poetessa Fioretto Lorand con la quale vivrà felicemente per 27 anni.
È amico di poeti e scrittori con cui intrattiene anche rapporti epistolari: A. Negri, G. Ungaretti, E. Montale, S.
Quasimodo, G. Caproni, D. Laiolo, C. Zavattini, l'inglese Auden e i francesi P. Valery e Larbaud.
Rappresenta l'Italia ai numerosi congressi internazionali, è presidente di varie giurie letterarie,
compone poesie e opere di critica letteraria per le quali riceve numerosi premi.
Muore in ValBormida il 3 marzo 1997.
Le sue opere sono oggetto di tesi di laurea, il suo nome è inserito in dizionari quali
Palazzi e Larousse.
Matteo Buzzone(XVI - XVII secolo)
Famoso vetraio del 500, nato ad Altare, si trasferisce a Roma, padrone di una fornace col fratello
Giovanni e i nipoti Giobatta e Pietro Paolo. A Roma diventa famoso: ammesso alla corte dei Papi, si fa benvolere da
Urbano Vili. Si narra che, essendo il Papa colpito da una infezione cutanea per la quale non si trova rimedio, egli lo
fa curare con piante medicinali provenienti da Altare (foglie di bardana). La cura ha effetto, il Papa guarisce e lo
ricompensa conferendogli, in privativa, il diritto di bollo su tutte le misure di capacità fabbricate nelle fornaci
dello Stato Pontificio.
Sempre legato al suo paese d'origine, dispone che sulle rovine dell'antica chiesa parrocchiale sia eretta l'attuale
chiesa barocca della S.S. Annunziata e a fianco l'Opera Pia intitolata al suo nome, dotandola di fondi per attività di
culto e assistenza.
Il diritto di Patronato del Buzzone sulla chiesa è confermato nell'atto del notaio Leonardo de Leonardi, in data 30
settembre 1651. La stessa data si trova nell'iscrizione marmorea che campeggia sulla facciata dell'Annunziata accanto
allo stemma dei Buzzone. Muore a Roma nel 1674.
Lanzarotto Beda
In alcuni documenti è citato anche come Bederio. Nel libro "La vita privata dei Genovesi" di Belgrano
si legge "Nel 1441 la Signoria concedeva a Lanzarotto Beda di Altare la facoltà di fabbricare in Genova una fornace di
vetri, senza contraddizioni degli altri vetrai ivi esistenti". Egli quindi era molto considerato come vetraio, ma
sicuramente aveva problemi di denaro, infatti, nel Liber instrumentorum del Convento di Santa Maria del Castello, in
data 14 aprile 1462 si legge "Lanzaroto Bederio de Altali, magister vitreorum, cede ai Padri un suo sito e casa posta in
vicinanza del convento, a condizione di essere esonerato da un certo canone annuo...".
Nel 1464 Beda, forse a causa di difficoltà economiche, si trasferisce a Gaffa, colonia genovese del
Mar Nero. Nel contratto stipulato con Protettori delle Compere di San Giorgio si accredita "Lanzalotum vederium de
Aitali" presentandolo come "sufficientem plurimum in arte sua" (abile artefice del vetro). Di lui si dice inoltre, che è
uomo idoneo alla custodia e alla difesa della città; assieme al padre sono ingaggiati i figli Bartolomeo e Giovanni.
I problemi economici però lo perseguitano; nel 1472 si ordina al Vicario di Gaffa di procedere contro
di lui perché debitore di non esigue somme di denaro a danno di Marco Calvari.
Bernardo Perotto (1619 - 1709)
E il più importante rappresentante dell'arte vetraria altarese in Francia.
L'avventura francese di Perotto inizia con un atto, redatto il 29 agosto 1646, col quale Giovanni Castellano e suo
nipote Bernardo Perotto formano una società per la costruzione di una fornace di vetri nella città di Nevers. La società
"Haverà principio a S. Gio Battista prossimo del anno 1647". Luigi Gonzaga chiama nel suo ducato, per la produzione
delle vetrerie di cristallo. Castellano e Perotto, preceduti nel 1585 dal vetraio altarese Giacomo Saroldi, anch'egli
chiamato a Nevers dal Duca di Gonzaga.
Nel libro "TI vetro di Murano dalle origini" si legge "Il Perotto fu un genialissimo ricercatore e inventore di nuove
paste vitree. Egli trovò il modo di contraffare la autentiche porcellane cinesi con del materiale vetrificato e nel 1628
ottenne (un brevetto) per un nuovo tipo di vetro rosso translucido colorato con rame in sospensione colloidale. Il suo
nome è legato soprattutto alla invenzione del sistema di lavorazione degli specchi, colata e cilindratura". Nel 1662
Perotto fonda una sua nuova vetreria ad Orlèans sotto la protezione del Duca Filippo, fratello del Re e ha il monopolio
di tutta la regione.
Scrive J. Barrelet nel libro "La verrerie en France": "Il Perotto fu il più eminente vetraio della sua epoca.. A lui è
dovuta la colorazione translucida in vetro rosso, l'impiego degli smalti.. , la fabbricazione di porcellane in materiali
vetrificati... la coloratura del vetro sopra superfici lisce e in rilievo e come si fa coi metalli". Ma questo nuovo
procedimento minacciava gli interessi della "Manifattura reale", così Perotto ne è spossessato e in cambio gli viene
data una pensione di 800 lire (1702).
Alcuni vetrai francesi usurpano il suo brevetto, Perotto intenta causa e la vince ottenendo un vitalizio da parte dello
Stato. Muore nel 1709 in Francia.
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