Valbormida Europa

La leggenda della Valbormida

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Da qui dovrebbe passare il meridiano zero, fulcro della civiltà continentale, madre e padre dell'unità Italiana, terra di talenti, navigatori e conquistatori di nuovi mondi.

Abbiamo assistito in questi ultimi anni nella Val Bormida ad un fiorire di studi e ricerche,che hanno contribuito al recupero della nostra "memoria storica",cominciando a delineare una nuova ed autonoma fisionomia di questo lembo di terra,parte montana della provincia di Savona.

Un risveglio culturale che si può coniugare con il crescente interesse che viene rivolto alla Val Bormida anche sul versante economico-industriale, sia per il ruolo che avranno le nostre valli nei vari piani di sviluppo,sia per la presenza sul territorio di molte aziende che hanno saputo crescere e svilupparsi affondando le radici in quella cultura del lavoro,che da secoli oramai caratterizza la Val Bormida,costituendone la seconda anima,assieme a quella tradizionalmente contadina.

Questo libro,edito dal Centro Culturale Polivalente,vuole inserirsi fra le molte ed autorevoli pubblicazioni che sono venute ad arricchire il patrimonio culturale valbormidese come un contributo essenzialmente "visivo",proponendo,crediamo, per la prima volta,una visione completa di tutte le valli che sono solcate dai vari rami della Bormida.

Le immagini che vi abbiamo raccolto abbracciano un arco di tempo che va dal XVI al XIX secolo e riguardano tutta la Val Bormida savonese e quella parte di valle piemontese che con la prima ha avuto,ed ancora ha,stretti legami di costumi e di tradizioni.

Chi viole può sfogliare questo sito proprio come un album di ricordi,che fa rivivere luoghi e tempi perduti.

Non è stato però questo l'intento,almeno non l'unico,che ci ha spinto a realizzare questo volume e ad organizzare la relativa mostra a Millesimo (16-31 luglio 1988).

Il proposito,o forse la presunzione,è stato quello di fornire,in maniera speriamo piacevole,dei nuovi spunti che possono contribuire a formare un altro tassello di quella "memoria storica" a cui si accennava prima.

E' la prima volta che questa documentazione iconografica viene raccolta in maniera unitaria e di questo dobbiamo essere grati ai molti collezionisti locali;che hanno pazientemente ricercato questo materiale e poi,con grande disponibilità,ne hanno consentito la pubblicazione.

Le immagini che qui vengono riprodotte,benché in parte già conosciute,rappresentano le primissime testimonianze visive della Val Bormida,ed hanno origine,quasi totalmente, dall'essere le nostre vallate terre di confine e quindi oggetto di controversie e di battaglie che si combattono anche con la guerra delle relazioni e dei rilievi,spesso secreti, che sostengono le ragioni dell'uno o dell'altro,che preparano a volte una nuova guerra un'altra invasione.

Di questo difficile intrigo di competenze politiche e religiose sono testimoni la scelta di carte,mappe,schizzi che presentiamo a corredo del più ampio "corpus" di stampe ottocentesche,che sono invece generate,per lo più,dall'ultima eclatante guerra; la prima campagna napoleonica del 1796.

Completano la raccolta altre due sezioni:gli schizzi del Rovere e le stampe  degli allievi della accademia Militare;ma questa è già storia dello stato sabaudo,quando le nostre vallate non sono più terre di confine,e quindi strategiche,ma semplice periferia del regno.

Tra le alternative possibili,abbiamo scelto poi di organizzare le immagini secondo un percorso che si snoda per la Val Bormida,toccando ad uno ad uno i nostri paesi in un itinerario quasi da guida turistica,percorribile magari in una gita in automobilistica domenicale.

Per la corretta e necessaria sistemazione "cronologica e scientifica rimandiamo alle didascalie delle illustrazioni e,soprattutto,alla puntuale ed efficace introduzione del prof. Massimo Quaini,che vogliamo ringraziare ancora per la cortese e competente collaborazione